domenica 30 giugno 2013

Mosè di Michelangelo San Pietro in Vincoli Roma


 da buonarroti

Il Mosè è una delle più celebri sculture di Michelangelo.
Essa è parte della tomba ubicata in San Pietro in Vincoli, a Roma, costruita da Michelangelo Buonarroti nel 1505 su commissione di Papa Giulio II. Tomba completata nell'arco di tren'anni a causa delle continue modifiche apportate al progetto originario. Nel primo progetto la tomba doveva essere costituita come un mausoleo a tre piani, ornato da quaranta statue in marmo e rilievi in bronzo, il Mosè doveva fare da pendant con la statua di San Paolo, in quanto entrambi avevano ricevuto la visione di Dio.
Il Mosè viene rappresentato in posizione seduta, con la testa barbuta rivolta a sinistra, il piede destro posato per terra e la gamba sinistra sollevata con la sola punta del piede posata sulla base. Il braccio sinistro è abbandonato sul grembo, mentre quello destro regge le tavole della Legge, mentre la mano arriccia la lunga barba. La statua, nella sua composizione, esprime la solennità e la maestosità del personaggio biblico. Per quest'opera, Michelangelo si rifà al San Giovanni di Donatello, riprendendone la carica di energia trattenuta, resa manifesta nel volto contratto e concentrato, ma aumentandone la carica dinamica grazie allo scatto contrario, rispetto al corpo, della testa. I corni sulla testa di Mosè rappresentano raggi di luce.

 da repubblica

Un aspetto più segreto di Michelangelo è il tema del documentario trasmesso questa sera da History Channel alle 23.00. Della sua eccellenza come pittore, scultore, architetto si sa molto, ma il lavoro, Michelangelo: una passione eretica, lo colloca in una dimensione storica e culturale ben precisa, quella della Controriforma, quando la Chiesa reagisce al dilagare del protestantesimo. Lo storico dell' arte Antonio Forcellino individua i segni dell' eresia di Michelangelo Buonarroti analizzando opere come il Mosè di San Pietro in Vincoli o gli affreschi della Cappella Paolina. La produzione tarda dell' artista rivelerebbe infatti la crisi religiosa dell' artista e le prove di una deriva dalla Chiesa cattolica permettendoci di sollevare il velo su una censura che dura da quattrocento anni.



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